domenica 4 agosto 2013

Essere anarchici oggi

Dichiararsi anarchici di questi tempi è difficile, si viene sempre confusi per black block, terroristi o semplici sognatori che hanno fumato una canna di troppo.

Per me invece l'Anarchia sarebbe la soluzione ad ogni problema di questa società e -anche se sembra assurdo- i principi dell'educazione libertaria si fondano essenzialmente sui due cardini dell'Anarchismo.

http://4.bp.blogspot.com/-XOObBRRM1_s/TzgvTM58ynI/AAAAAAAAAE8/4QSzOVUavas/s200/anarchia.jpgL'opposto quindi della classica educazione convenzionale, dove ai bimbi viene messo subito in chiaro chi è che comanda, a rispettare l'autorità degli insegnanti e le regole della civiltà che ti impediscono addirittura di andare in bagno quando se ne ha la necessità fisiologica e perfettamente lecita.

Io non so dove ci porterà come genitori questa scelta politica e sociale, sicuro che se finora non possiamo dire di avere una vita facile perché che ci piaccia o no siamo comunque inseriti nella società, dobbiamo giocare con le sue regole di mercato e questo inevitabilmente si riflette anche nel nostro lavoro, cerchiamo di non scoraggiarci troppo e seguire per la nostra strada.

Non sappiamo Marc come reagirà un giorno, quando anche lui scoprirà che purtroppo dovrà conformarsi con delle regole assurde di schiavismo etico e sociologico, quando scoprirà che la democrazia è una parola oramai ridotta a prostituta che la gente sfrutta solo quando fa comodo.

Ad ogni modo noi siamo anarchici e stiamo educando Marc così.

Finora quando ho parlato di educazione, mi sono limitata a dire peste e corna della scuola tal qual, il sistema scolastico che non porta certo i bimbi a scoprire le proprie passioni e approfondirle oltre che appunto avere a che fare fin da piccoli un sistema gerarchico.

Ma dal punto di vista etico e umano, cosa vuol dire avere un figlio anarchico e crescerlo così?

Vediamo: adesso che Marc ha due anni, siamo entrati nel tunnel dei terrible two (così dicono): siamo in piena autoaffermazione marchesca, che si traduce in una serie di no ad ogni proposta.

Partendo da due principi dell'Anarchismo

"L'anarchia è l'ordine senza il potere" e "La mia libertà è confermata dalla tua" (e notare che questa ultima frase è l'esatto contrario de "La mia libertà finisce dove inizia la tua") potete ben capire che appoggiamo apertamente ogni spasmo di auto-affermazione di nostro figlio.

Molti genitori potrebbero rimanere horrorizados da un atteggiamento tanto libertario, perché si immaginano che non mettiamo limiti ai capricci di Marc.

Invece il ragionamento è più sottile: quelli che gli altri vedono come capricci, noi li vediamo appunto come tentativi di Marc per capire quello che vuole: lasciamo che si frustri, che ci rimanga male, che ci metta il tempo necessario per capire che vuole dalla sua vita in quel determinato momento in cui va un po' in crisi.

Esempi pratici sono i suoi tentativi di imitazione dei grandi che puntualmente finiscono in "tragedia" perché è bassetto, perché ha solo due anni e non cinque, e agli occhi degli altri sembriamo anche un po' crudeli perché non lo aiutiamo e non ci sostituiamo a lui. Cose come mettersi o togliersi i sandali, fare pipì, fare una torre con i lego, un disegno....per noi fesserie ma per i bimbi così piccoli sono il primo vero approccio con il mondo reale senza i genitori lì a fare tutto.

Noi non applichiamo mai, ma proprio perché siamo fatti così, il nostro potere su di lui: preferiamo che in modo spontaneo lui si affidi a noi e alla nostra esperienza (in poche parole che ci chieda aiuto al terzo tentativo andato a vuoto) per raggiungere i suoi obiettivi, preferiamo che capisca da solo che il suo disordine materiale per esempio lo porterà a perdere giochi, a farseli mangiare dal cane, a farseli rubare da altri bimbi. Così sarà più attento.

Man mano che quindi impara a dominare in modo autonomo lo spazio e il tempo conferma le sue libertà e si rende conto che se non si impone sugli altri anche gli altri lo rispetteranno.

Certo, mica va tutto di meraviglia ma crediamo che adesso sia il momento fondamentale per creare in lui l'autostima e il rispetto per l'altro. Cadere molte volte e non intervenire rafforza la sua autostima, ehehe! Che cattiva che sembro, ma vi assicuro che è meno peggio di quel che sembra.

Noi allo stesso modo non ci sentiamo superiori a lui: certo, è inesperto, alcune cose non sono proprio alla sua portata ma non per questo siamo migliori. Le diversità, le inclinazioni personali hanno tutte la stessa dignità e io personamente sono anche capace di dirne quattro a chiunque provi a prenderlo in giro, questo sì, perché a parole Marc ancora non si può difendere.

Anche in questo caso però (magari più avanti vi parlerò in concreto di un bimbo di 5 anni che è un autentico cagaXXXXo ma non per colpa sua, ma che rende la vita impossibile a Marc) cerco di usare l'arma dell'empatia (anche quando vorresti sputargli in un occhio o prenderlo per le orecchie), non ponendomi in un piano di superiorità ma dando lui tutta l'importanza che si merita (perché è così, la maleducazione di molti bimbi è una reazione al fatto di sentirsi subordinati)


Per come la vedo io l'Anarchia sarebbe la soluzione a molti problemi individuali che si riflettono inevitabilmente a livello sociale e politico, che ve lo dicoafffà...basta aprire i giornali oggi, ma appunto è un processo lungo in cui credere davvero.

L'Anarchia prevede la realizzazione di una società autoregolata dove i bisogni e diritti di tutti sono rispettati. Che poi si scelga l'anarco-comunismo, anarco-socialismo o anarco-individualismo (io sono più per questa strada) sono dettagli che emergono dal momento storico.

La società come è strutturata adesso, tra lobby e relazioni di potere è difficile se non impossibile che permetta l'autoregolazione delle relazioni umane: purtroppo siamo troppo abituati a credere che siamo animali pericolosi che senza un essere superiore che ci tenga sotto minaccia o che ci comandi, possiamo veramente vivere in pace, liberi e felici. Senza questa autorità avremmo pochi anni vita. Dicono....

Da piccoli ci dicono che dobbiamo rispettare l'autorità. Cresciamo frustati e deboli e quindi con l'affanno di diventare quell'Autorità per essere forti e riscattarci.

Nessuno dice ai bimbi che hanno in sé tutte le potenzialità e tutta l'energia per creare una società giusta e libera, anzi la scuola è lo strumento che lo Stato usa per mantenerli buoni e mansueti fino a spegnere completamente la fiamma della curiosità e dell'intelligenza.

Noi facciamo quello che possiamo per dare a Marc gli strumenti affinché da solo poi un giorno quando si affaccerà nel mondo mandi tutti a cagare..... ma pacificamente eh.... e continui per la sua strada....

E non so come, ma ho questa sensazione di fiducia nel futuro, nonostante il panorama scandaloso di questi giorni.... ma seguo il mio istinto.






12 commenti:

  1. Sei una grande Francesca!
    L'anarchismo è stato spiegato in mille modi, ma questo tuo post me lo terrò molto caro, da presentare ogni volta che sento la frase odiosa .. "ma non vorrete mica disordine ed anarchia vero????".
    Magari pure da gente "alternativa" ...

    RispondiElimina
  2. Certo! perché si confonde l'anarchia con disordine e distruzione quando invece è l'esatto contrario mentre i genitori preferiscono un regime autoritario come soluzione alla normale voglia di vivere dei figli!Assurdo!

    RispondiElimina
  3. Lascio qui lo stesso commento che ho scritto per te su 'Scuola libertaria'.

    Ciao Deshna Francesca. Complimenti per le vostre scelte. Sappi che le appoggio totalmente, e naturalmente seguirò il tuo blog tutte le volte che mi sarà possibile. Da parte tua, ti pregherei di informarmi sulle novità che vorrai condividere con me, ci tengo. Vi abbraccio.
    Edmondo.

    RispondiElimina
  4. ...trovo solo ora il tuo blog! Grande Francesca finalmente trovo un altra mamma ed un altro papà alle prese con occhi increduli che guardano tuo figlio come se fosse solo sulla terra e voi genitori debosciati che non aiutate il povero bimbo...

    RispondiElimina
  5. Ciao mamma di Lucio!Benvenuta! Bé noi siamo dei sovversivi, non è che usciamo nei primi risultati di Google. Ora che sei arrivata mettiti comoda, leggi in giro che siamo tante!!

    RispondiElimina
  6. Bellissimo post! Davvero! Alla faccia di quelli che pensano che essere anarchici significhi, appunto, fare il black block o il punk buttato per terra a chiedere monete. No, per dire.
    Brava!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Devo comunque confessare che negli anni d'oro ho passato anche io la fase capelli rosa a elemosinare per comprare due birre: poi una volta a valencia invece compravo con un'amica le birre al supermercato a 0,30€ e le rivendevamo ai rave per 1€ l'una, andavamo in giro con il carrellino gridando "birraaaaaaaaaa, birraaaaaa a un euroooooooooo!" e compravano tutto.

      Elimina
  7. Concordo in pieno con te, Francesca!
    Immagino che sia decisamente più faticoso crescere un figlio seguendo questi principi piuttosto che un sistema di autorità e di premi/punizioni, per cui a maggior ragione avete tutta la mia stima (che avreste comunque per comunanza di orientamento politico e di visione della situazione socio-economica globale attuale...)
    Ah, complimenti anche per la nuova veste grafica, mi piace!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, decisamente difficile, perché a volte stare a trattare con un duenne, vista da fuori, posso sembrare anche patetica. Potrei far valere la mia superiorità e altezza, ma poi da vecchia come mi tratterà Marc? E' una ruota che gira!



      (E per il blog ho studiato il corso di alex, trovi il link nella colonna a dx in fondo, consiglio a tutti! E vista la fatica credo che rimarrò in viola per un bel po'!)

      Elimina
  8. Sei decisamente simpatica e, ma verrebbe da dire "ovviamente", condivido appieno le tue idee. E sono convinto che le condividerebbe anche mia figlia Luna che ha 7 anni, ora è a scuola, ed è cresciuta con un approccio molto simile al tuo. E posso dire senz'altro che è una bimba felice con un elevato grado di autostima e coscienza di sé.
    Gloria a te, libertà! Un abbraccio. Enrico

    RispondiElimina
  9. Ciao! Sono come te una ex-milanese :) Approdo qui con un pò di ritardo, ma sto leggendo tutti i post sotto "educazione libertaria" per primi perchè la cosa mi interessa molto... ma sono piena di domande!
    La prima domanda immagino te la faranno in tanti, quindi perdonami. Nel concreto, come si traduce tutto questo post? Il mio 2enne ad esempio adora arrampicarsi prima sulle sedie poi sui mobili alti... è sicuramente un'attività stimolante, ma visto il suo equilibrio ancora scarso, se io non intervengo per impedirgli di farlo cade dal ripiano della cicina e si ammazza se batte la testa, o comunque si fa molto male! Si può dire che il tuo controllo interviene solo quando a rischio è la sua incolumità? Leggevo nel post sulla scuola che preferisci non "invitare" i bambini a fare qualcosa, poi però altrove ho letto che spesso ti trovi a doverlo "distrarre" proponendo altre cose (ad esempio quando vuole l'oggetto di qualche altro bambino). Non sarebbe più conforme alla linea educativa lasciarlo al suo capriccio? Quando e come senti di dover intervenire?
    L'ultima cosa che stavo pensando... forse un pò estrema, ma se tuo figlio da grande dovesse rifiutare il vostro modo di vivere, scegliere di diventare come "gli altri", voi vi opporreste o lo lascereste fare? Magari (scenario per me catastrofico) scopre che gli piace darsi alla vendita di auto di lusso, o alla pubblicità, gira in ferrari, e va a vivere in una grande città ai quartieri alti... sarebbe giusto indirizzarlo a quello che secondo noi è bene, o sarebbe meglio lasciarlo fare?
    Scusa la sfilza di domande!
    Complimenti per la vostra attività! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Sara!!
      Arrampicarsi sui mobili fa parte della normale curiosità dei bimbi, a volte mi stupisco come dei neo-genitori si stupiscano che un figlio...è anche questo! Anche io intervengo, anche se pochissimo, anche se evito frasi tipo "ti fai male" perché a volte si fa male a volte no, gli dico che ... non sarà l'ultima volta che gli succede, già altrove in un post dicevo che sembro un po' crudele!

      E Marc da grande beh: uno spera di aver trasmesso dei valori.
      Anche se in un documentario sugli hippies che vivono in Ibiza, che adesso hanno 50-60 anni e stanno in case senz'acqua vivendo di mercatini, vedevo come alcuni loro figli erano scappati dall'altro lato dell'isola per vivere di discoteche e macchinoni... sono fasi che devono passare credo, a 20anni tutti ci ribelliamo e se tuo padre è già un ribelle finisci proprio nella massa da cui i tuoi genitori volevano tenerti lontano. Sono esperienze che farà, probabilmente ci scornaremo spesso ma preferisco che mi dica che fa le cose in cui crede (vabbé, credere di vivere bene nei quartieri alti...) che le faccia perché lo fanno tutti. Ci sta anche che segua l'esempio della società che lo circonda, sono esperienze in cui siamo passati tutti.
      Lo scopriremo solo vivendooooohhhhh

      Elimina