venerdì 6 luglio 2012

Nascere in casa: riparliamone

Eccoci di nuovo, lo posso dire a voce alta?? Ho partorito in casa ma non ho partorito come nel Medio Evo! Ma perché c'è sempre questa associazione? Perché in ospedale è il parto del futuro e quello in casa è da cavernicole?

Infatti i giudizi arrivano da

chi non ha mai partorito
chi ha partorito in ospedale e gli è andata male e allora quella è proprio acidità.


Direi che dal 1300 ad adesso il parto in casa si è evoluto e permette in Paesi avanzati di poter vivere questa esperienza in modo confortevole e sicuro.
Quindi parliamone: finora non ho mai fatto promozione del parto in casa perché è una scelta assolutamente personale e che io non consiglio se non viene dal cuore ma soprattutto dal cervello. Nemmeno questa è una promozione, si tratta solo di chiarire certi dubbi svelando che siamo nel XXI secolo e me ne sono accorta.
Io non ho solo partorito in casa, ma ho seguito un corso pre-parto specializzato al limite della militarizzazione, che mi riduceva ogni venerdì sera ad una ameba strisciando a letto con i crampi alle gambe, questa è stata solo la preparazione. Dal punto di vista psicologico poi la mia ostetrica un po' strega ha psicoanalizzato sia me che Raul cercando nel fondo del nostro cervello traumi infantili legati alla nostra nascita che potevano emergere nel momento del parto bloccando tutto. Sarà, io avevo tutti i sintomi (nata con cesareo, non sono stata allattata, nata prematura e più chi ne più ne metta) ma è andato tutto bene.
E sono una che è svenuta letteramente guardando foto di altri parti, dove proprio l'anatomia era in primo piano ed io non ero pronta. Ossia, sì, ma vedere il dettaglio, ecco ne avrei fatto a meno, mi sarebbe bastata la sensazione.

E questo è il punto uno, che nel 1300 non credo venisse presa in considerazione la storia personale e il valore dell'allenamento ginnico.

Altra cosa è la presenza del padre e la sua massima convinzione nell'appoggio alla donna. Sì perché la mia ostetrica mi ha raccontato di travagli iniziati in casa e poi finiti in emergenza in ospedale perché il marito si stava cagando sotto, oppure non era partecipativo oppure all'ultimo momento si è dichiarato tanto contrario da chiedere il divorzio mentre si rompevano le acque. E la poverella a quel punto entrata nel panico ha chiamato il 112. Già, i mariti. Nel 1300 non credo che fossero presenti, non credo che abbiano dovuto partecipare a 20 sessioni di corso preparto imparando tutti i movimenti, sostenendo la moglie in certe posizioni estreme, imparando anche un pizzico di anatomia femminile oltre che gli esercizi di respirazione (tutta il contrario poi di quella spiegata ai corsi preparto tradizionali).

Punto terzo, ma non meno importante: avere una gravidanza fisiologica da 100 e lode, più controlli del normale e anche una distanza dall'ospedale che non superi i 10 minuti.
Si dice spesso che una gravidanza è fisiologica finché non diventa patologica ed è vero, tutto bene fino alla fine e poi travagli che vanno alla perfezione possono diventare critici nel giro di pochi minuti. Ora qua mi gioco metà dei lettori ma vi dico che a me gli ospedali mi mettono il terrore (con quello che ho passato con mia mamma poi...) e che vedendo in tv alcuni programmi sul parto non mi stupisce dei dolori e sofferenze e racconti di parto al limite dello splatter che chi ha vissuto il parto in casa ha la fortuna di non raccontare.
E non nego davvero che possano esistere complicazioni che si sarebbero potute anche verificare in ospedali di primo livello* e che non avrebbero cambiato la situazione .

Per non giocarmi pure l'altra metà mi limito quindi a sottolineare le tre grandi differenze tra noi e come si partoriva 6 secoli fa, evitando quindi tutte le mie dissertazioni sui cicli lunari e la volontà dell'Universo e del Karma perché son pur sempre biologa e quindi ho una pseudo-scientificità da difendere eh? XD






_____________________________
*ospedale di primo livello: a dispetto del nome è il tipico ospedaletto-il più diffuso in Italia, con meno di 1000 parti/anno e che non ha le strutture per far fronte alle emergenze dei parti, come la terapia intensiva neonatale, un ginecologo sempre disponibile, molte donne partorendo senza essere molto seguite...e dove si verificano più cesarei perché per evitare denunce i medici preferiscono il cesareo piuttosto che seguire un parto naturale (infatti spesso non hanno l'epidurale garantita) con tutti i rischi annessi.

15 commenti:

  1. Vedo che è la settimana dei pensieri sul parto... dopo il mio sfogo sui cesarei inutili ripetuti. Io personalmente non partorirei in casa e non perchè il mio primo parto è stato una emergenza e grazie a dio ero in un ospedale da 3500 parti l'anno con tanto di patologia neonatale. Sembra strano ma se avessi partorito (il secondo è stato naturale)nella mia vasca da bagno o sul mio letto avrei fatto fatica a rivivere quelle stanze in seguito. Ho vissuto il parto come una esperienza al di fuori dal quotidiano, troppo grande per inserirla nella casa in cui vivo ogni giorno. E' come se fosse una parentesi lilla (colore della sala parto.. e mio preferito tra l'altro) che finchè resta lì nessuno può violare. Ho vissuto i parti e tre giorni di ricovero come una "vacanza" solo mia, vivere ciò in casa avrebbe esposto tutto questo alle infiltrazioni di chi frequenta questa casa. Ho vissuto l'ostetricia come il mio nido e sarà così anche in futuro (quando sarà). Quindi anch'io come te non spingo verso una scelta o critico l'altra... semplicemente ognuno sente come è meglio viverla e per me è così.

    RispondiElimina
  2. ho letto su facebook un articolo riportato da Annalisa Malerba a tal proposito e mi pare che le tue poche incisive parole siano perfette.
    io non ho mai avuto figli, non ho partorito, ma riscontro pari pari i vostri pensieri.

    RispondiElimina
  3. Ciao Caterina! Io invece vorrei dipingere sulla parete del bagno "Qui è nato Marc!" mi piace proprio soffermarmi a volte guardando la vasca da bagno dov'è nato lui e ogni volta che uso i lenzuoli che per primi lo hanno coperto poche ore dopo la nascita ancora mi emoziono *_*Poi siccome non mi ha fatto male non ho che pensieri positivi in merito!E il fatto di avere partorito in casa rende questa casa davvero speciale, sai che non è nostra e se un giorno andremo via...sigh!


    @Barbara:mmmmh interesting.... posso avere quel link per favore? Grazie!

    RispondiElimina
  4. Ciao Francesca, avevo provato a scrivere un commento sabato, ma mi sa che non è andata bene, le nuove tecnologie grrr non sempre aiutano!!!
    Volevo farti i complimenti per il blog :)
    Anche a me sarebbe piaciuto avere una possibilità più reale di pensare a partorire in casa, ma sinceramente non mi è nemmeno passato per la testa. Non tutti i paesi o meglio non tutte le città se parliamo dell'Italia ti rendono facile minimamente una scelta del genere. E si sa, quei 9mesi sono già pieni di domande e dubbi quindi è una scelta coraggiosa! :) Ti seguirò
    Un beso!!!
    Stefania

    RispondiElimina
  5. Ciao,sono d'accordo con te in tutto quello che dici in questo post!
    Io dovevo nascere in casa ma all ultimo ci sono state complicanze.Poi i miei abitavano in una casa occupata sperdutissima raggiungibile solo a piedi sicchè l'ostetrica alla prima complicanza ha preferito trasportarci all'ospedale più vicino. Mia sorella invece è nata in casa, ed io mi ricordo pure un po di dettagli!
    Il mio primo figlio volevo partorirlo in casa, solo avevo 16anni e necessitavo la firma di un genitore per il consenso...che non è stata fatta!
    Per il secondo invece, io non mi sono sentita serena dentro di me..arrivavo da un cambio città senza conoscenti senza un ostetrica senza tutto in pratica! NOn che sia una scusante, semplicemente non me la sono sentita e questo sarebbe stato sufficiente a creare intoppi.
    A presto.

    RispondiElimina
  6. in giornata lo ricerco e te lo copioincollo :)

    RispondiElimina
  7. Dopo aver partorito in modo medioevale in uno dei migliori ospedali del Piemonte, obbligata a partorire sulla poltrona dopo essere stati dimenticati in camera fino al periodo espulsivo, delusa perché volevo dare a mio figlio un'accoglienza diversa...non era ancora nato e già lo lavavano come se fosse appestato...Ho deciso di partorire la nostra seconda figliola a casa, la miglior scelta che potessimo fare! La complicità femminile con Il mio compagno e l'ostetrica, l'arrivo della nostra bimba e' stato dolcissimo, il dolore mi ha dato forza e coraggio...e' stato un grandioso benvenuto! Tra l'altro e' nata con la camicia! Fa tanto la tranquillità e la fiducia che abbiamo in noi stesse...Perché il parto e' il primo momento con il nostro figlio

    RispondiElimina
  8. eccolo:
    http://www.partonaturale.net/partonaturale/contenuto/quante-umiliazioni-aver-partorito-casa

    RispondiElimina
  9. Io non posso esprimermi perche' ancora non sono mamma ma sai come la penso e quando quel giorno arrivera', spero di avere un compagno sensibile col quale potremo discutere del parto in casa....

    RispondiElimina
  10. Grazie Barbara! ^_^

    E Alex, se avrai bisogno di consigli sai a chi rivolgerti!

    RispondiElimina
  11. Ciao Rosanna,
    io ho evitato di parlare del parto in casa a tutta la mia famiglia prima dell'evento. E non l'ho fatto nemmeno dopo. Li conosco, a loro gliene frega del benessere della madre, dell'evento, per loro è importante solo l'obiettivo e se questo è da realizzarsi in ospedale costi quello che costi, perché secondo loro poi si ha tutta la vita per recuperare.

    E' un po' triste pensare di non poter condividere questi momenti con la famiglia.
    Da parte di Raul, sua mamma è stata sensibile e ci ha appoggiati, il papà diciamo che era veramente preoccupato e tre giorni prima del parto ci ha detto "siete pazzi!", mia cognata infermiera...che cosa vuoi che ti dica, immagina...

    Difficile, la gente non capisce che non è solo un parto, è la nascita di un figlio! C'è cosa più importante?

    RispondiElimina
  12. Cara Francesca, condivido appieno le tue parole... Ma comprendo chi non può capire la scelta di voler partorire a casa, vedendo pericoli e rischi dappertutto. Come tu dici è una scelta che viene dal cuore ma che ha bisogno anche tanto del cervello... Anche io appena ho iniziato a dire che pensavo di partorire in casa mi prendevano per matta, allora ho deciso semplicemente di non dire più niente... Quando poi è nata Mia ed è andato tutto bene mi hanno considerato un'eroina... Mah!? Un abbraccio forte

    RispondiElimina
  13. Ma quindi fammi capire: è stato il padre a fare tutto? eravate solo tu e lui?

    Hai tutta la mia ammirazione ma io non ce la farei per il semplice motivo che avrei (e ho avuto) la necessità di affidarmi totalmente a qualcuno di esperienza.

    Comunque bravi voi!

    RispondiElimina
  14. Ciao Lucrezia, già, eravamo soli io e lui!
    Sì, appunto anche io mi sarei affidata a qualcuno con esperienza, tipo la mia ostetrica che sono 30 anni che segue i parti a domicilio, peccato che non sia arrivata in tempo!

    RispondiElimina
  15. Ciao a tutti, leggendo questo post non posso non intervenire..
    lucrezia che brutto quando dici"Ma quindi fammi capire: è stato il padre a fare tutto?" i bambini sanno nascere da soli e le mamme sanno far nascere i propri figli! i papà possono essere di gran sostegno se la mamma lo desidera solo questo!

    RispondiElimina