mercoledì 30 novembre 2011

se non ora, quando?

Io sono bilancia, quindi oltre ad avere il gusto del bello e una innata eleganza, sono precisa e ordinata. E molto diplomatica. Sono venuta a vivere nella casa giusta quindi.
Casa mia è una grande cascina bianca che ha più di cento anni -e li dimostra tutti- che 10 anni fa Raul e i suoi amici hanno preso "a prestito" e trasformata dal rudere che era (c'era una casa molto carina senza soffitto, senza cucina...quella casa esiste, è la mia) nella casa che è oggi. La famiglia proprietaria non la usava da 50 anni e non sapendo che farsene l'ha lasciata ad un gruppo di giovani del paese, Raul e i suoi amici. Lasciando anche i campi intorno che ci forniscono adesso da mangiare e da vivere.


Agli inizi venivano qua per farsi paellas e bagnarsi nella piscina, ogni tanto tiravano giù una parete, sistemavano 2 tegole, dipingevano un muro, mettevano una finestra di terza mano trovata all'isola ecologica. Poi un primo gruppo si è coraggiosamente installato a vivere anche se la casa di mammà distante solo 2 km, in paese, era sempre con la porta aperta per dare rifugio a quelli che non resistevano al freddo umido. Con il tempo sono passati di qua 7 inquilini, con Raul come unica costante, che hanno rimesso a nuovo pavimenti, soffitti, costruito un bagno che fino a 3 anni fa non c'era, sono nati amori, hanno suonato gruppi, ci sono state feste e fatto le prove gruppi teatrali. Per anni e anni la casa è stata vista come un centro sociale, ma poi è arrivata la svolta.
Tre anni fa il papi, che viveva oramai solo, dopo aver per l'ennesima volta spalato quintali di monnezza lasciata da "gente" dopo una festa balorda organizzata ancora da non si sa chi, ha fatto sapere che oramai quella era casa sua e non "un centro sociale" perché alle 7 del mattino si alzava per lavorare e non poteva permettere più che venisse occupata dagli amici degli amici degli amici. Gli ex coinquilini oramai si erano fatti grandi e ognuno per la sua strada oramai avevano formato una famiglia. Siamo molto amici e di fatto spesso vengono qua con i loro bimbi, visto che vivono in paese.
Da tre anni quindi questa cascina ha assunto sempre più le forme di una casa privata, non ci sono più le chiavi nascoste nel luogo più ovvio del mondo, quindi non ci sono più personaggi che ad ogni ora del giorno e della notte entrano in casa per andare a dormire nell'attico.
Rimangono i ricordi di molte persone: per esempio quando venne la tv, il giovane cameraman ha avuto come un flashback dicendoci che proprio a casa nostra si prese una sbronza colossale durante una festa selvaggia, non si ricordava più niente e tornandoci dopo anni è stato contento di sapere che la casa non fosse andata a fuoco. Abbiamo un carrello del Lidl che usiamo per mettere la verdura dentro che ci ricorda una festa in maschera e di uno che venne con il carrello e poi ce lo ha lasciato qua. Dentro casa c'è stato il cambio più significativo: immaginate circa 200 mq con 4 stanze da letto e un salotto e una cucina rivestiti di : poster, libri, cd, dischi, foto di circa 20 persone che più o meno fisse hanno gravitato intorno a questa casa. Ma 12 mesi fa stava nascendo qua una famiglia e questi ricordi -con tutto il rispetto- dovevano fare posto ad aria nuova. Quindi Raul ha fatto un decluttering radicale perché c'erano anche molti ricordi suoi con le ex fidanzate, con gli amici, ma lui per primo aveva bisogno di fare le grandi pulizie per dare il via ad una nuova vita. Non vi dico come mi sono rotta la schiena incinta smuovendo librerie, imbiancando pareti e caricando scatoloni: gli amici sono venuti ognuno a prendersi le cose più importanti, ma moltissime cose sono finite ahimé in discarica. Abbiamo dipinto tutta la casa, abbiamo messo il parquet nuovo, eliminato mobili e scrivanie mezze rotte, per fare posto ad un ambiente bianco e essenziale con pochi mobili perché vogliamo poca roba in casa. Sistemato le camere degli ospiti, cambiato armadi, messo piastrelle nuove in cucina e costruito al secondo piano un bagno nuovo, ricavato da uno sgabuzzino. Dato in beneficenza chili di lenzuola, magliette, scarpe, libri dopo attenta selezione. Il giorno delle doglie stavo sistemando la dispensa della cucina, foderando i ripiani con carta di giornale. Ci siamo infatti ritrovati in meno di 9 mesi a dover fare posto ad una famiglia nuova, anche perché nel disordine cosmico in cui Raul viveva (diciamolo, Raul è molto ordinato e pignolo, ma da solo quel caos non lo avrebbe mai sistemato quindi faceva finta di non vederlo, dopotutto molti sono andati via di casa lasciando là veramente di tutto e di più) io non riuscivo a muovermi e a trovare un posto mio, mi sentivo in casa d'altri. Anche perché tutti ci dicevano "Se non lo fate adesso, poi quando nasce il bimbo non riuscirete a fare più niente". E quindi corri a prendere finestre nuove con i doppi vetri, installa e ricomincia da capo, sistema l'antenna, le tegole che si muovono, stufa nuova stile norvegese per la cucina, pulisci la canna del camino al secondo piano, vogliamo la doccia o un'altra vasca da bagno nel bagno nuovo? Alle volte era una festa, 10 persone che ci aiutavano a portare via armadi e portare dentro un divano, mentre un paio di persone cucinavano per tutti. E poi quando si parla di ristrutturare ti ritrovi circondato da esperti di falegnameria e idtraulica che manco nel programma tv dove ti rifanno la casa nuova.Tutta questa evoluzione psicologica e spirituale, oltre che materiale è andata avanti mentre lui lavorava nel campo, io prima al mio lavoro e poi durante la maternità fino ad arrivare ad oggi quando veramente soddisfatta mi ritrovo alle 23 a lavare il cesso, dopo aver strofinato i fornelli a specchio. E già perché questa è un'altra. Mi è venuta la fissa di andare a dormire e lasciare tutto tirato a lucido e non lasciare nel lavello manco una tazza e dire "La lavo domani" perché il domani è una incognita per cui più di una volta mi è capitato di non riuscire a lavare quella unica tazza da thé e vederla arrivare a sera ancora là a guardarmi dal lavandino. Una volta avrei lasciato correre. Non avrei avuto l'esigenza di lavare un pavimento tutto sommato pulito (ricordo, vivo in mezzo alla campagna, qua la terra è la normalità) a mezzanotte.


Anche questa è una delle conseguenze psicologiche che derivano dal fatto di avere famiglia?





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Ps: quella nella foto è veramente casa mia, foto scattata una gelida mattina di gennaio con il gelso completamente pelato, altrimenti la casa non si vedrebbe tappata dalle fronde.

4 commenti:

  1. Casa tua è stupenda!!!
    A me, con l'arrivo di Amélie è successo l'esatto contrario: se prima avevo una casa ordinata, ora vi regna il disordine. E le tazze... qualche piatto, qualche pentola, le posate... rimangono spesso lì a guardarmi fino alla sera successiva! (Però poi le lava il mio compagno)

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  2. Ehehe, per questo abbiamo pochissima roba in casa, per evitare di perdere tutto, già la casa è grande e spesso faccio su e giú per le scale cercando il cellulare...quindi riducendo all'osso, preferiamo decorare la casa con quadri e luci, per riempire un po' il vuoto. In salotto abbiamo una tavola con il pc, il divano, la stufa e un mobile con le antine. Ah e un tappeto in bambú che fa tanto "arredamento" e mi sono sentita realizzata quando l'ho comprato!!

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  3. Bello conoscere casa tua e la sua storia....

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  4. adesso si, è stupendo venire..quando vuoi! Viviamo praticamente in giardino all'ombra del gelso e al massimo facciamo due passi per andare in piscina...Ieri mi sono tuffata alle 23 e quando sono uscita avevo freddo....ma il vento di ponente di questi giorni ci sta squagliando, 43 gradi ieri!

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